O giudice immortal che e' ciel governi,
e ciascun muovi con mirabil arte,
e ciascun di tuo gloria ha la suo parte:
mobil, diversi son, stabili, etterni.
Certo so che 'l ben nostro e 'l mal discerni
di quest'infima fragil bassa parte;
se ben non ci è chi 'l ben dal mal comparte:
anche a empier s'hanno i tartarei inferni.
Ma chi sincero in te crede, verace
Iddio, d'ogni virtù i nostri affanni
converti in gauldio e scuopri la ragione.
Stanco son de' signor, dammi ormai pace,
difendi l'aver mio dal tristo impio Vanni,
fulmina ogni uom che contra te si oppone.