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1500–1571

VII

Benvenuto Cellini

Quanto la ragion può, quant'è il ver degno considerate: e' poson la pittura nel primo luogo, fatta di scultura proprio contra di lor, privi d'ingegno.

Quella merita onor, perché 'l disegno vien sol da lei; sol quella eterna dura; e l'altra è l'ombra sol d'ogni figura: persa la luce, torna al cieco regno.

Offender volson lei con l'armi sue, volgendosi la punta inverso il cuore. Oh quanto Dio fa ben le cose sue! Giorgio Aretino e quel frate priore

sono uno stesso, se ben paion due: fecion contra Michel per farli onore. Agli scultor dà il cuore di far ben quanto loro ogni pittura;

ma lor non faran mai ben di scultura. La verità è pura: e costor contra lor si sono armati: questo avien sempre dove guidan frati.

O spiriti alti e pregiati, con la scultura vostra al mondo sola lasciate il bue, e fate una altra scuola. Né ozio, sonno o gola;

Marco e lion, chiamate questi due: l'un dirà ben, l'altro sbranerà 'l bue.

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