Zuppa, per brevità, poi che più a lungo
non mi è concesso il dire il fatto mio,
a quel mio gran Signor che gli ho fatt'io?
Fuggirmi quel suo ben, qual mai più giungo!
Non marmi, or, bronzi, argento limo o pungo,
non con mirabil gemme ornare un dio;
sì ben con lite, carcer, destin rio,
in patria l'alma mia dal corpo sgiungo.
Solo un conforto piglia la mi' alma:
che quando giugnerà dal gran Fattore,
mosterrà a dito quei che mi fêr torto.
Tenere un sì buon vivo in vita morto,
sepulte sue ragion, l'arte, 'l valore!...
Zuppa, fammi ragion; dammi or la palma.