Scendi, Giove, dal ciel tra nube e pioggia
pien d'aureo splendore, e quanto puoi
mostrati bel nei divin spirti tuoi
per degna preda, e al ciel poi dolce poggia.
Al Bronzin, più divin ch'ogn'altro, appoggia
ogni sua gloria; e quel già dato a noi,
rivedutoti in ciel, rendicel poi
per ornarti il bel tempio, altare e loggia.
Ma vedi, se tu ami ancor la terra,
non cel tener: fa con le celesti ali
torni, ch'a noi tua gran beltà dimostri.
Deh, Signore, esaudisci i preghi nostri,
e poi ogn'altra grazia in te riserra,
ché pavento non c'è di maggior mali.