Posandomi oggi alquanto nel mio nido,
dal greve ferro più che 'l dover lasso,
pensando al tempo a dietro e quel che io passo,
né so ancor dove io me stesso guido.
Sol un pensier più alto in ch'io mi fido,
che tutti meco girno al mortal passo:
però disposto io son venirmi a spasso
vosco a cena, signor, con quel gran Guido.
Voi di Cristo, poi di Platone e quello
Aristotil che 'nfra più dotti ha 'l vanto,
d'Ipocrate e Galen, man di natura,
ragionar sentirò: io di scarpello,
d'argento, d'oro e bronzi, in fin che 'ntanto
il dolce cibo i pensier vani oscura.