La ricca pianta, ben ch'alquanto acerba,
che da voi surge a questo nuovo aprile,
laur che s'alza al ciel fresco e sottile,
frutti, ombre e fior già stende amplie all'erba.
Mirate questo: a voi tal gloria serba
etterna, santa, sacra, alta e virile,
ch'ogni altra appo di lui fia bassa e vile:
pur or la scorza ingrossa e 'l fusto innerva.
Gloria al bel Arno; e gli ornamenti suoi
rugiada infronda, infiora, infresca e dora
d'altre più nobil gemme rare e vaghe.
Se oggi a Maian, fra tante ninfe e maghe,
lei col canto i pastor vince e gli eroi,
questo 'l mondo di speme e d'opre onora.