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1500–1571

CXXVI

Benvenuto Cellini

La costanza e l'ardir, l'animo invitto delle più chiare e gloriose donne, di quanto 'l vecchio tempo e 'l nuovo ha scritto, nel tempo di Mosè, d'Abram, d'Aronne,

de' Greci e gran Roman e dell'Egitto, l'arme e l'ingegno dentro all'umil gonne, far noto al mondo le grand'opre loro col canto e 'n bronzo, in marmo, argento e in oro.

Fe' Dio di terra la prima figura, che 'l mondo avessi in sul mirabil dosso; chiamòl per nome Adam, che vuol dir cura di quant'immobil fermo, e quant'è mosso;

di poi gli trasse delle carnal mura Eva, che vuol dir madre; ond'io non posso né può lodar tant'alto un uomo solo, qual saria poco l'uno e l'altro polo.

Deh fammi, Creator del tutto, degno, come tuo servo io son, tua creatura, che oprar coll'arte mia, dir collo ingegno quanto mi porge 'l don della natura;

porgimi 'l tuo voler ch'io passi 'l segno, e fammi luce in questa valle oscura, ch'io canti colla voce, oprar con l'arte, la gloria delle donne in queste carte:

di pure verginelle, altre che 'l mondo han fatto addorno di mirabil prole; altre di gran governi han preso il pondo, altre in dolce e poetiche parole,

altre nel pinger più lieto e giocondo, altre con crudeltà, che a ogniun più duole, altre di gran beltà, virtù, si dice, se ben son state al mondo meretrice.

Quella che 'n terra e 'n ciel fu senza pare, della qual sol intendo cantar prima, questa si scelse Iddio fra le più clare vergine nate al mondo e più subblima.

Discese in quella, e fe' le stelle andare a dirlo a' re, che l'avean ditto prima: trovorno sopra quel cantando osanna, gloria dal ciel sopra l'umil capanna.

Non può nessun mortal parlar di quella, che d'onesta beltà fu sola in terra, madre, figliuola e sposa, a Dio ancella, nella quale ogni ben si apre e serra.

Di Santo Spirto nacque certo anch'ella, portò la pace e 'stinse a noi la guerra. O Virgine immortal, tu sol m'insegna salir al piè dove tua gloria regna.

Di Babbilonia già Semiramisse regina fu di gran valore e arte, per quanto 'l tempo nuovo e 'l vecchio scrisse. Del fuso odiosa, e vera amica a Marte,

figliuola di Nettunno; e poco visse Nino 'l marito, che la maggior parte del mondo dominava, auldace e forte, qual nel megli' esser suo tolse la morte.

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