Skip to content
1500–1571

CXVIII

Benvenuto Cellini

Da questo carcer basso, o Dio, o Dio immortale, io pur ti chiamo, dal duolo stanco e lasso. Avvinto io sono, e da te merzé bramo.

Apri l'orecchie al pianto mio, ch'i' passo. Qual dentro a questo sasso fie senza errori? o s'amendar ci voglia, qual de' tuo' servi mai resister possa?

Di sangue, carne e d'ossa fragil composti siamo, e con tua voglia; deh! abbia ormai pietà di nostra doglia.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CXVIII · Benvenuto Cellini · Poetry Cove