Cristo, ti priego per quel gran fragello
che fe' quel impio re degl'Innocenti,
ch'ancor di Ieremia sento la voce
ch'e' figli a Rachel facea dolenti,
quai tu inviasti al tuo celeste ostello;
la Virgin santa, acciò non si spaventi,
volse in Egitto, sicuri e contenti,
quel magno Iddio verace;
morto quel tristo aldace
d'Erode, ti rivolse a passi lenti
con la Virgin in parte più sicura:
deh fa ch'ancora io possa
ormai quest'ossa–trar d'est'impie mura.