Veduto Giove, poi sciolto 'l furore,
che i voti eran già 'l tempio della Pace,
non volse più soffrir: l'ardente face
strinse; poi comandò come signore
Iunon, Pluto e Nettunno, ch'ogniun fore
sortissin con lor forze più vorace:
–Soffiate, venti, aquilon fiero aldace,
esca Piton, Pandora, esca 'l terrore.
Disfarete, lor disse, ormai la terra,
poi che ciascun s'è fatto mio ribello
con falsi inganni, latrocini e guerra–.
Dove porrèn 'l gran mondo, già sì bello?
Signor, ché in te pietà pur s'apre e serra,
ogni cosa entri in culo al Bandinello;
e se non ha cervello,
per l'uno e l'altro polo io vi prometto
ch'ogni cosa enterrà 'n culo a Giorgetto.
S'e' non ha più diletto,
sel torrà in culo la sua pulita moglie,
che può cavarsi tutte le sue voglie.
Son poeta da coglie,
perc'ho 'l pel bianco e già l'avevo nero:
basta così ridendo dirvi il vero.