Se valessi 'l pregar le Parche strane,
o quella stella che mi offende ognora,
e se tu, Giove, più potessi ancora,
con pianto preghere'ti ambe le mane.
Hai l'ordin dato, e nostre prece vane
son, tali i voti; e d'ogni speme fora
resti colui che giorno e notte adora,
poi che Dio non gli dà più che acqua e pane.
Lauldarti e ringraziarti quanto io possa
d'essere in terra il più degno animale,
con alma sacra, ingegno, carne e ossa.
Né d'altro a te e a me nulla ci cale,
poi che con prieghi la mia stella mossa
da te non può per farmi bene o male.