Questo fonte gentil non versa stilla
D'acqua, né questo bosco sacro ha foglia,
Né sasso il monte, od erba ch'io non voglia,
Mentre vivo, e non debbia riverilla;
Poi che la bella Ninfa, che tranquilla
Mio cor turbato, ed ogni amara doglia
Nell'alma addolce, che mia stella e voglia
La fèr divota obbedïente ancilla;
Qui con sì dolce guardo e sì sereno,
A me si volse, ch'io non credo omai
Certo dover morir, né sentir guai.
Così cantò di gioia e d'amor pieno,
Il più bel pastore che fosse mai,
E Tirinto sonò, Tirinto il Reno.