Sacro Mugnon, che giù per queste valli
Mormorando tra sterpi e sassi vivi,
Co' tuoi sì dolci e liquidi cristalli
All'alte mura e nel bell'Arno arrivi;
Se 'l ciel le sponde tue già mai non privi
Di suoni e canti e d'amorosi balli,
Questo (ch'altri non ho marmi o metalli)
Per le tue scorze e ne' tuoi massi scrivi:
Ventisette anni e cinquecento avea
Dopo il mille girato il sole, ed era
Nel quinto grado della bella Astrea;
Quando piacque e virtute e beltà intera
Mostrarmi al ciel, nell'ora sesta, in Lauro
Verde, d'ogni mio danno ampio restauro.