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1503–1565

SONETTO XXXV.

Benedetto Varchi

Mira, mio buon Damon, quanto sfavilla La luce, onde al cor vienmi e tema e speme, Perché ghiacciando avvampi, ardendo treme: Quell'è la dolce mia cara Tesilla;

Da' cui begl'occhi e viso Amor distilla Foco gelato e calda neve insieme: Or tu, che gentil laccio annoda e preme, Colla Zampogna tua sue lodi squilla.

Ché non pure io, cui tu sì forte onori Ed ami col tuo sacro, unico alloro, Quanto io te senza pari amo ed onoro; Ma quante alberga al Ren ninfe e pastori,

Con lei, primo di lor pregio e tesoro, Grazie ti renderan di tanti onori.

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