Skip to content
1503–1565

SONETTO XXXIX.

Benedetto Varchi

Tasso, né caro più, né più pregiato Don potea darmi tutto il secol nostro Di quel che voi del chiaro ingegno vostro Oggi m'avete riccamente ornato;

Ond'io superbo sempre, e voi beato N'anderem per sì puro, altero inchiostro, Poco invidiando altrui le perle e l'ostro, Che turban spesso un più tranquillo stato.

Ricco sete ben voi, non chi possiede In questo loco e quello oro e terreno, Che breve spazio ne mantengon fede. D'ogni cosa mortale a sciolto freno

Fanno il tempo e fortuna ingorde prede, Sol gl'onor vostri mai non vengon meno.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.