Ben mi paiono omai più di mille anni,
Ch'io non ti vidi, e pur l'altr'ier con teco,
Caro Damon, sotto fiorito speco,
Mi giacqui all'ombra senza falli, o 'nganni. —
Ed io, con mille al cor gravosi affanni,
D'allora in qua non ho la vita meco,
Che dove non sei tu, son sordo e cieco,
E non conto pur un de' miei gran danni. —
Dolce Tirinto mio, che di bellezza
Il Sol, quando ei più luce, e d'onestate
Dïana, o s'altra è più pudica, agguagli,
Ed or di tanta gioia e tal dolcezza,
M'empi, mentre dappresso m'abbarbagli,
Ch'esser mi par colle mie frondi amate.