Bernardo mio, che bel nome vostro
E ti tante altre doti altere degno
Dal più sublime in questo basso chiostro,
D'amor scendeste e d'onestà sostegno;
Se, come sete quasi solo al nostro
Secolo di beltà, così d'ingegno,
Perché vi canti ogni purgato inchiostro,
Esser bramate, e di virtute segno;
Fuggite il volgo inerte, e le sue lustre
Lasciando, il poggio faticoso ed alto
Salite, ove è mestier, ch'altri s'industre.
Io quella pianta, per cui m'ergo in alto,
Continovando il mio sospir trilustre,
Con pensieri entro, e fuor con rime esalto.