Se dell'antica tua sì cara Filli,
Sovvienti ancor, cui già sopra il Mugnone,
Dolce cantasti sì, saggio Damone,
Che non forse oggi sì soave squilli;
Prega a mio nome il tuo gran Dafni, e dilli
Che per tua prima e poi per mia cagione,
Prender gli piaccia in don questo montone,
Di lunghi adorno e bianchissimi villi,
E con esso monton prenda non meno
Il cor non mio, ma di tutt'i pastori,
Ch'oggi per lui felici alberga il Reno. —
Prode Tirinto, il tuo dono e gl'onori
Vostri, quanto esser den, graditi fièno,
A chi mai non uscìo del dritto fuori.