Come nebbia dal vento si dilegua,
E molle cera a gran fuoco si strugge;
Tal da me parte ognor, Vivaldo, e fugge
La nuova fiamma, e non è chi la segua;
Ond'io che non sperai pur breve tregua,
Eterna pace avrò, tal par ch'adugge
Ombra il buon seme, ch'or si sprezza e fugge,
Dell'interna beltà, cui nulla adegua.
Sol quella pianta che cangiò Tessaglia,
Non curando di sole, o pioggia o vento
Produce or frutto, che 'l bel fiore agguaglia
Perch'a lei sola, ogn'altro ardore spento,
Lo cor, che solo alla sua vista abbaglia,
Ritorno più che mai lieto e contento.