Signor, che 'n questa veramente oscura
Selva allumate le smarrite genti
Collo splendor di mille vostre ardenti
Virtù, cui morte mai, né tempo oscura:
Quel pio paterno affetto, quella cura
Grave, che 'n voi non par che mai rallenti
Nel governo de' pargoli innocenti,
Del ben ch'hanno i beati v'assicura.
Io che mai feci, o faccio or, che m'accerti
Di non dover nel più profondo abisso
Tra lor cader, che del suo mal son certi?
Ma tanti sono e così grandi i merti
Di Gesù, che per noi fu crocifisso,
Che nessun è, che 'l ciel per lui non merti.