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1503–1565

SONETTO XXXI.

Benedetto Varchi

Egon, ben è col mio bel Dafni degno Esser portato il bel Tirinto al cielo, Perch'arde l'alme in nuovo foco e gielo, Poi che spense Carin non vile sdegno.

Ma stil più chiaro e meno oscuro ingegno Fora uopo ai due maggior, ch'entro 'l cor celo Cantar; né valmi che chi nacque in Delo Amò quel che amo anch'io, in terra legno.

A pena il picciolo Elsa e l'Asinaro, Non che Permesso e Pindo canteranno Dafni e Tirinto miei, sì nobil paro. Ben con Astura Calvoli e Calvano

I miei rammarchi e l'alte pene udranno, Mentre or Lenzi sospiro, ora Ercolano.

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