Egon, ben è col mio bel Dafni degno
Esser portato il bel Tirinto al cielo,
Perch'arde l'alme in nuovo foco e gielo,
Poi che spense Carin non vile sdegno.
Ma stil più chiaro e meno oscuro ingegno
Fora uopo ai due maggior, ch'entro 'l cor celo
Cantar; né valmi che chi nacque in Delo
Amò quel che amo anch'io, in terra legno.
A pena il picciolo Elsa e l'Asinaro,
Non che Permesso e Pindo canteranno
Dafni e Tirinto miei, sì nobil paro.
Ben con Astura Calvoli e Calvano
I miei rammarchi e l'alte pene udranno,
Mentre or Lenzi sospiro, ora Ercolano.