S'Amor, quanto mai più mi mostra doppio
Di bontade e beltà, sommo valore,
Come posso, o deggio, entro e di fuore
Non arder tutto, e liquefarmi addoppio?
Mentre l'arbor del cielo, e questo accoppio
Nell'alma angelo uman, tanto dolzore
Pruovo, e sì fatto, che l'antico ardore
Pel nuovo, e 'l nuovo per l'antico addoppio.
Più vi dirò, caro Vivaldo, ch'io
Non due, benché 'n due fiamme, anzi un solo ardo,
Tal questi quello, e quei questo simiglia;
E ben so quanto per lungo uso e rio
Di questa età la vil gente bisbiglia:
Ma io per l'altrui dir, ben far non tardo.