Né tante volte altero e sacro monte,
Ch'a te stesso di te ghirlanda fai,
Né sì da lunghi ti vedrò giammai,
O parli, o taccia, o posi, o scenda, o monte;
Che riverente il cor lieto e la fronte
Non inchini al bel loco, ov'io m'alzai
Alla strada del ciel, mirato i rai,
Soli d'ogni mio ben principio e fonte.
Era l'arbor gentil, di cui mi stanno
Le radici confitte in mezzo 'l core,
Già s'avvicina il sestodecimo anno,
Carco di sì bei fiori, e tale odore
Spargea, ch'io dissi (e fu ben ver): Quivi hanno
Lor nido cortesia, senno e valore.