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1503–1565

SONETTO XXVI.

Benedetto Varchi

A voi, ch'al mal di ghiaccio, al ben di foco, Signor mio, sete, ogni alta loda viensi Ch'alla ragion sottoponete i sensi, Schifando parimente il molto e 'l poco.

Ma io, ch'ancor giammai molto, né poco, Non feci quel che far sempre conviensi, Di me non so quel ch'io mi dica o pensi: Dio non s'inganna, e non si prende in gioco.

Qual premio avranno dopo morte i buoni, Tal fia de' rei la pena: ché 'l Signore Quant'ha pietà, tant'ha giustizia ancora. Pregatel dunque che nel suo furore

Non mi riprenda, e ad uno ch'or l'adora, Quanto l'offese, i falli suoi perdoni.

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