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1503–1565

SONETTO XXV.

Benedetto Varchi

Dunque io morrò senza poter né voi, Caro Benivien mio, né 'l buon Martello Vostro veder, che del suo gran fratello Premendo l'orme, adegua i maggior suoi?

Questo e non il morir par che m'annoi; Ch'uscir di secol sì malvagio e fello Grande è grazia di Lui, che 'n vile ostello Nacque, visse e morìo, per salvar noi.

Or se non muove qui solo una foglia Senza 'l giusto voler del gran Monarca, Nessun non ha donde a ragion si doglia. Chi è, che sappia pur quel ch'ei si voglia?

D'ogni miseria è questa vita carca: Io per me fatto ho sua d'ogni mia voglia.

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