Deh! perché non mi feo natura l'ale,
Poi ch'ella non mi diede occhio cerviero,
Ch'io potessi volar pari al pensiero
E lui veder che sol tutti altri vale?
Sordo più d'aspe e più che tigre fero,
Perché nulla di me, mai non ti cale,
Che per te muoio? e m'è sì dolce il male
Ch'io non bramo il guarire e men lo spero.
Anzi m'anciderei, sol ch'io credessi
Di poter senza te vivere un'ora,
O da te lungi pure un punto stessi;
Ché sì nell'alma ho i tuoi vaghi occhi impressi,
O bel Tirinto mio, ch'indi mai fora
Non porria trarli quando ben volessi.