Skip to content
1503–1565

SONETTO XXIX.

Benedetto Varchi

Già m'ha di neve questa algente bruma Velato il mento e l'una e l'altra tempia, Già par che l'arco per me tiri ed empia, Chi le cose di qui tutte consuma:

Né però il cor, se foco è dove fuma, Men sovvente arde e men soave scempia, Doppio furor ch'ogni vil cura ed empia, In bando posta, al ciel l'ali m'impiuma.

Ond'ei senza timor l'ultimo colpo Aspetta, che ben sa ch'altro che 'l corpo Quella giusta e crudel giammai non rompe. Ed io, quanto più posso ognor lo scolpo

Vivaldo, e sol ne gl'altrui danni torpo, Spregiando il mondo e le sue vane pompe.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO XXIX. · Benedetto Varchi · Poetry Cove