Già m'ha di neve questa algente bruma
Velato il mento e l'una e l'altra tempia,
Già par che l'arco per me tiri ed empia,
Chi le cose di qui tutte consuma:
Né però il cor, se foco è dove fuma,
Men sovvente arde e men soave scempia,
Doppio furor ch'ogni vil cura ed empia,
In bando posta, al ciel l'ali m'impiuma.
Ond'ei senza timor l'ultimo colpo
Aspetta, che ben sa ch'altro che 'l corpo
Quella giusta e crudel giammai non rompe.
Ed io, quanto più posso ognor lo scolpo
Vivaldo, e sol ne gl'altrui danni torpo,
Spregiando il mondo e le sue vane pompe.