Skip to content
1503–1565

SONETTO XXIV.

Benedetto Varchi

Caro e cortese Aldobrandin, se queste Cose terrene son, come son nulla: Perché tanto ne piace e ne trastulla Questa vita, e ne toe quella celeste?

Tutte l'utili vie, tutte l'oneste Impariamo a fuggir fin dalla culla: D'intender Cristo e di seguirlo è nulla; Ma così già non fate voi, né feste.

Anzi da' primi giorni vostri, e quasi Entro le fascie a Dio, com'è dovuto, Sacro feste di voi largo tributo. Ma io dianzi, che tardi ho conosciuto

L'arti e l'insidie del serpente astuto, D'offender Dio non già me ne rimasi.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO XXIV. · Benedetto Varchi · Poetry Cove