Sacro, superbo, altissimo Asinaro,
Lieto, gradito, avventuroso loco,
U' spenta ogni viltà s'accese il foco,
Che sì m'arde l'april, come 'l gennaro:
Deh come è dolce alla memoria e caro
Da presso agl'occhi il rimirarvi un poco,
Quell'antico membrando, onesto gioco,
Che fu nel mondo, e sarà senza paro.
Poi ch'io non posso degnamente al cielo
Cantando alzarvi in guiderdon di tanti
Vostri altri merti e farvi al mondo conti;
Non spoglie i vostri onor mai state, o gielo,
Ma tra voi sempre al suon d'aure e di fonti
Dolce piangendo Filomena canti.