Superbo monte, ove a tanta bellezza,
Quanta può dar quaggiù larga natura,
Degnato fui quel dì, ch'alta ventura,
L'arbor mostrommi, che 'l gran Giove sprezza;
Qual mi punge entro 'l cor dolce vaghezza
Di ricercar, s'ancor tra l'erbe dura
Alcuna orma di lui, ch'oltra misura
Piove negl'occhi altrui santa dolcezza?
E non è sasso a queste selve intorno;
Sterpo non nasce in su questi alti monti;
Né rami han questi boschi, o foglia o fronde;
Stilla d'acqua non vien da questi fonti:
Né fera questa ombrosa valle asconde,
Ch'io non ringrazii mille volte il giorno.