Chi sa che 'l bel Tirinto ora le stelle
Non miri? onde ancor io mirar le voglio,
Nisa dicea, mentre a ragion mi doglio,
Ch'elle tanto mi sien crudeli e felle.
O grazïose luci o luci belle,
Del garzoncel più sordo assai, che scoglio,
Che v'ho fatto io? perché tanto cordoglio
Mi date ognor sì di pietà rubelle?
Ma ecco già che la Dïana spare,
Surgendo il sol cinto di raggi: oh come
Men bello a me, del mio Tirinto pare,
E men lucente ancor. Così mirare
Potessi i suoi dolci occhi e crespe chiome,
Come a lui non fu mai, né mai fia pare!