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1503–1565

SONETTO XXI.

Benedetto Varchi

Ben puoi tu, alto e superbo Asinaro, La fronte inghirlandar d'abeti e pini, Poi che 'l mio Sol coi suoi più, che divini Occhi fa intorno a te l'aere sì chiaro:

Quanto or sei più d'ogni altro altero e raro Mercè de' rari, alteri tuoi vicini? Qual fia sì duro cor, che non t'inchini, Quando saprà cui tu fosti sì caro?

Non temer, che già mai vento, né pioggia T'offenda, o noccia il gran folgor di Giove, Mentre hai presso di te sì verde lauro; Lauro, in cui con disusata foggia

Virtù crescono ognor tante, e sì nuove, Ch'eterno può sperarsi il secol d'auro.

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