Ben potete, Oradin, se gl'altri ed io
Non miriam torto, a vera gloria intento,
Di natura e del ciel pago e contento
Tenervi affatto e render grazie a Dio.
Che maggior, che miglior, ch'alto disìo
Entro un bel petto e natural talento
Di salir quella strada erta, che, spento
Il mortal, toglie altrui d'eterno obblìo?
Seguite dunque, e non vinca il di fuore,
Ch'è poca polve, e passa via come ombra,
Quel che dentro può sol chiamarsi bello.
Di voi frutto s'aspetta eguale al fiore:
Sol non l'aduggi vil costume e fello
Di questa età ch'ogni buon seme adombra.