Quella casta, onorata e sacra pianta,
Che le radici sue nel mio cor tiene,
Tante quivi produce e tai vermene,
E tante egli ad ognor v'innesta, e pianta;
Ch'altro l'alma non è, che verde e santa
Folta di lauri selva, onde le viene
Tale ombra e tanto odor, che della spene
Sola, più d'altro mai, si pregia, e vanta,
E spera ancor, se crudel Parca il filo,
Non le recide innanzi tempo, quindi
Sì bei cogliere un giorno e frutti e fiori,
Che se non dall'Atlante ultimo e gl'Indi,
Primi tal pianta, e dalla Tana al Nilo,
Dalla Macra al gran Tebro almen s'onori.