L'aer non è per questi colli chiaro,
Né l'acque suonan più sì dolcemente;
Tacesi ogni augel tristo e dolente,
Il ciel n'è fatto de' suoi doni avaro.
Un mugghiar per questi antri acerbo, amaro
Ne sbigottisce ad ora, ad or la gente:
Cerer niega i suoi frutti, e similmente
Bacco il buon padre, il suo liquor preclaro.
L'erbe son senza fior, senza erbe i prati,
I boschi senza frondi, e d'ognintorno
Si vede a mezzo april gelato verno:
Fiesole mio, de i nostri mali andati
Tanti e sì gravi e del passato scorno,
Impresso resta in te vestigio eterno.