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1503–1565

SONETTO XLVII.

Benedetto Varchi

Anima cara a Dio, ch'altro Parnaso, Altro Apollo, che noi sospiri, e pregi Più chiari hai che di mirto, e privilegi Cui né fortuna mai rompe, né caso:

Tu puro e dolce quell'antico Vaso D'elezïon coi tuoi sermoni egregi Piano a noi rendi, e fai che men si pregi Non quel di Scozia pur, ma 'l gran Tommaso:

Ben può la Spagna alla Cicilia e Burgo A Tarso omai, se non di par vicino, Girsen per voi, del ciel sentiero e varco, Astudiglio gentil, per cui già scarco

Del mio fango mortal tanto alto surgo, Che presso al suo fattor l'alma avvicino.

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