E pur son questi sassi ermi e silvestri:
Pur è men lungi d'Arno esta rivera
Al picciol Reno, ove 'l gran Dafni impera,
E dove i passi ebb'io l'altr'ier sì destri;
Quando tutt'i pensier bassi e terrestri,
Del bel Tirinto l'umìl vista altera,
Sgombrò dell'alma, onde poco innanzi era
Carin per modi uscito aspri e sinestri.
E se non fosse quell'alpestre scoglio,
Che 'nfino al ciel drizza la fronte, ond'io
Tanto, e con tal ragion di lui mi doglio;
Forse il loco vedrei, dove disìo
Doppio sempre mi tira, e fora il mio
Cor, come 'n fino a qui, senza cordoglio.