Voi, che da fragil vetro il nome e l'opre
Più salde e belle ch'adamante ed oro
Avete; voi, in cui luce e si scuopre
D'Apollo ogni nascosto e bel tesoro:
Or che ben poca polve il vostro cuopre
Gandolfo e mio, che sì gradito al core
Fu delle nove, vostra lingua adopre,
Che tanto il pianga ognun, quant'io l'onoro,
Bene è 'l vivere uman, ch'altrui si piace,
A continovo Sol tenera cera,
Od a fiero Aquilon picciola face,
A pena apre le piaggie primavera,
Che bianche il verno le campagne fàce;
Né cosa è mai quaggiù che sia qual era.