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1503–1565

SONETTO XLVII.

Benedetto Varchi

Voi, che da fragil vetro il nome e l'opre Più salde e belle ch'adamante ed oro Avete; voi, in cui luce e si scuopre D'Apollo ogni nascosto e bel tesoro:

Or che ben poca polve il vostro cuopre Gandolfo e mio, che sì gradito al core Fu delle nove, vostra lingua adopre, Che tanto il pianga ognun, quant'io l'onoro,

Bene è 'l vivere uman, ch'altrui si piace, A continovo Sol tenera cera, Od a fiero Aquilon picciola face, A pena apre le piaggie primavera,

Che bianche il verno le campagne fàce; Né cosa è mai quaggiù che sia qual era.

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