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1503–1565

SONETTO XLVI.

Benedetto Varchi

Ninfe, che questi ameni, aprici colli Fate con gli occhi vostri alteri e lieti, E voi, dolci, riposti, fidi e cheti Orrori, u' viver sempre e morir volli:

Chi potrà mai, se non con gli occhi molli Tanti veder cipressi, allori, abeti Conversi in polve, ond'io mai non m'acqueti, E l'erbe sempre del mio pianto immolli?

Barbar crudel, ch'avean le querce e gli olmi Meritato di mal? Ma ch'altri frutti Sperar si puonno da sì feri mostri? Ben mi consola in parte, e parte duolmi

Il veder d'ognintorno i campi nostri Biancheggiar d'ossa oltramontane tutti.

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