Skip to content
1503–1565

SONETTO XLVI.

Benedetto Varchi

Dolce Amaranto mio, quanto più caro Questo picciol mi fora, incolto albergo, Dove tante rivolgo e tante vergo Carte, per farmi al mondo illustre e chiaro:

S'ei l'alto e frondosissimo Asinaro, Per cui le voglie mie tutte al cielo ergo, Dinanzi agl'occhi avesse, e non da tergo, In questo solo a' miei diletti avaro:

O piuttosto quel monte, che coll'opra Suo nome agguaglia, e mi contende il loco Del bel Tirinto, ov'il buon Dafni regge, Non fosse, o fosse ov'è Frassino. Ahi legge

Di natura e d'amor! per quanto poco Il più lieto non son, ch'oggi il ciel copra?

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO XLVI. · Benedetto Varchi · Poetry Cove