Sieve, Era, Elsa, Mugnon, Bisanzio ed Arno,
S'io vivo, un dì sì verde e chiaro lauro
S'udran dolce sonar, s'all'Indo e al Mauro
Portar nol posso, e me ne struggo e scarno;
A questi ancor, s'io non l'estimo indarno
Né può celarsi così bel tesauro,
S'inchineran col Liri e col Metauro,
Il Tebro e 'l Po, non pur Sebeto e Sarno,
E forse allor dalle mie basse rime
Desto sarà chi non indegno canti
Quel, ch'or tratto dal ver, vorria dire io.
O sovra tutti gli altri e belli e santi
Rami, di cui già il ciel toccan le cime,
Perché non ho il poter, quanto è il disìo?