Né perciò temo, anzi mi pare ognora
Mille anni e più di questo scuro e vile
Terren carcere uscir; ch'alma gentile
In albergo non suo trista dimora.
Padre, io posso giurarvi che, qual ora
Del mio sovviemmi fortunato aprile,
Quando in alto cangiai pensieri e stile
Per la fronde che doppia oggi s'onora,
Dico dentro al mio cor: Ben puoi contento,
Anzi dèi lieto omai dopo tanti anni
Quinci partir dove morte è chi vive.
Né temer ti convien gli eterni danni:
Già sai che 'n te le mie tre fiamme vive
Ebber del tutto ogni rea voglia spento.