Skip to content
1503–1565

SONETTO XLIV.

Benedetto Varchi

Né perciò temo, anzi mi pare ognora Mille anni e più di questo scuro e vile Terren carcere uscir; ch'alma gentile In albergo non suo trista dimora.

Padre, io posso giurarvi che, qual ora Del mio sovviemmi fortunato aprile, Quando in alto cangiai pensieri e stile Per la fronde che doppia oggi s'onora,

Dico dentro al mio cor: Ben puoi contento, Anzi dèi lieto omai dopo tanti anni Quinci partir dove morte è chi vive. Né temer ti convien gli eterni danni:

Già sai che 'n te le mie tre fiamme vive Ebber del tutto ogni rea voglia spento.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO XLIV. · Benedetto Varchi · Poetry Cove