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1503–1565

SONETTO XLIII.

Benedetto Varchi

Fussi io, Francesco, voi, ch'io sarei pure Dal mondo tutto, ancor vivendo, sciolto! Miser chiunque troppo vile o stolto Perde sua vita in queste umane cure!

O felici, o tranquille ore sicure, Che voi vivete in rozzi panni avvolto; E colla mente al ciel sempre rivolto Godete in terra quelle menti pure!

E 'n poco spazio notte e dì racchiuso Di stretta cella e solitaria, aprite Largamente il sentier ch'a Dio conduce. Per voi sian, prego, dall'eterna luce

Che 'n voi si raggia, mie preghiere udite: Tronchi Cloto il mio fil che pieno è 'l fuso.

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