Quei dolci, alteri lumi, ove gli strali
Cortese e onesto Amor dora ed affina
Quegli a cui sempre ogni bell'alma inchina,
E che 'n sorte mi dier stelle fatali:
Oggi con chiari lampi a Febo eguali
Fan superba la villa, che vicina
Al gran divo Ercolano è Medicina,
Come ne mostra il nome, a' nostri mali.
Ed io lungi da lor, tra selve e monti,
In chiusa valle, ove a gran pena il cielo
Scorgo, con passi tardi e pensier pronti,
Men vo piangendo; e pure a questi fonti
E prati e boschi, dove altrui mi celo,
Farò 'l buon Dafni e 'l buon Tirinto conti.