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1503–1565

SONETTO XLI.

Benedetto Varchi

Padre, ch'ardendo di celeste zelo Conformi l'opre a sì bei nomi avete: Tanto giovate altrui, tanto valete In far l'alme aringando or fiamma or gielo;

Io che, cangiato già molti anni il pelo, Di cangiare anche il vezzo ho degna sete, A voi ricorro umìl, che ben sapete Che forza pate e vïolenza il cielo.

E poi ch'inutil servo il mio talento Senza alcun frutto sotto terra ascoso Tenni, veloce al mal, quanto al bel lento: Or che del mio fallir mi lagno e pento,

Per me pregate quel Signor pietoso, Ch'è tutto e sempre a perdonare intento.

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