Padre, ch'ardendo di celeste zelo
Conformi l'opre a sì bei nomi avete:
Tanto giovate altrui, tanto valete
In far l'alme aringando or fiamma or gielo;
Io che, cangiato già molti anni il pelo,
Di cangiare anche il vezzo ho degna sete,
A voi ricorro umìl, che ben sapete
Che forza pate e vïolenza il cielo.
E poi ch'inutil servo il mio talento
Senza alcun frutto sotto terra ascoso
Tenni, veloce al mal, quanto al bel lento:
Or che del mio fallir mi lagno e pento,
Per me pregate quel Signor pietoso,
Ch'è tutto e sempre a perdonare intento.