Lippo, non lippo già, ch'occhio cerviero
Non fu mai già come 'l vostro acuto e presto
A veder e fuggir quant'oggi ha questo
Secol folle e malvagio d'empio e fero:
Come notte e dì sempre entro 'l pensiero,
Parmi tutto vedervi afflitto e mesto
Del partir mio, ch'a voi grave e molesto,
A me certo saria dolce e leggiero!
Ben puonno il mio bel Giulio e 'l buon, Martello,
Ch'io non gli segua, omai dolersi, ed io
Altro che rivedergli unqua non bramo.
Venticinque anni ha già, ch'ogni suo bello,
Ogni suo buon perdette il mondo, e 'l mio
Viver morì con lor, cui piango e chiamo.