Chiaro ruscel che per ombrose valli
Scendendo al maggior gielo ed ai più caldi
Giorni, di verdi e fioriti smeraldi
Cuopri e nascondi i tuoi graditi calli:
Già Ninfa, or linfa, allor Filli, oggi Falli,
Se mai d'amor sentisti o freddi, o caldi,
E cangiasti pensier timidi e baldi,
Cogliendo or bianchi or fior vermigli, or gialli;
Intaglia e serba sì, che gentil core
Il legga e 'l creda ancor dopo mille anni,
Se mai gente verrà di noi migliore;
Al suon dell'acqua in questo amico orrore,
Col suo bel Dafni senza falli, o inganni
Giacque e fuggìo Damon l'estivo ardore.