Cortese e reverendo Corbinello,
Soccorretemi, prego, dall'insidie
Tante, ch'ognor mi pon con sue perfidie
Chi ora è brutto, quanto già fu bello.
Costui, non fuor di sua usanza, fello
Il ben preso cammin quasi m'invidie,
Or con gole, or con ire, or con accidie
Cerca sviarmi dal sentier novello.
E lo farà, se le preghiere vostre
Tosto non sien cagion, ch'io impetri aita
Da Chi ricoverò le colpe nostre.
Quell'alta vostra cortesia 'nfinita
Qual sempre agl'altri, tale oggi si mostre
A me, perch'io non perda eterna vita.