Sotto 'l più verde e più fiorito alloro,
Che covrisse unqua il ciel, sotto i più santi
Rami, che fosser mai, di tali e tanti
Frutti mi pasco, e sì bei fiori odoro;
Che, quasi fra i metalli un più ricco oro,
Men vo superbo tra i più lieti amanti,
E sol mi duol, ch'a rimirar bastanti
Non sono occhi mortai divin tesoro.
Né può la mente immaginar la nuova,
Infinita, ineffabile dolcezza
Ch'al cor dintorno giorno e notte stammi.
Non si pareggi a me qual più si prezza,
Come egual sotto il sol nulla si truova
All'arboscel, che tal nel mondo fammi.