Skip to content
1503–1565

SONETTO XIII.

Benedetto Varchi

Alme celesti fronde, ch'io son fermo D'amar sempre, ch'io viva, e dopo morte; Ch'altro non è, che qui vero m'apporte Diletto, e tenga in bene oprar più fermo:

Sacro monte superbo, ombroso ed ermo, Che m'innalzasti a così chiara sorte, Che stato alcun non è sì ricco e forte, Con chi io cangiassi il mio povero e 'nfermo;

Non ebbe uom mai, né averà, credo, il ciglio Di me più lieto, e più tranquillo il core, Or compie il terzo e quindicesimo anno. Cosa mortal, che pro n'arrechi, o danno,

Nulla non puote in me, nostro consiglio, Santi rami del Sol, non mio valore.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO XIII. · Benedetto Varchi · Poetry Cove